
alessandro corsi
Alessandro Corsi è nato il 3 giugno 1966 a Pontedera (PI). Ha formato la sua prima sensibilità filosofica al Liceo Classico “Andrea da Pontedera”, dove si è appassionato alla disciplina sotto la guida del prof. Valerio Meattini, allievo di Giorgio Colli.
Presso l’Università di Pisa ha intrapreso inizialmente gli studi di storia della filosofia antica e medievale con i professori Walter Leszl e Roberto Del Punta, concentrandosi sul pensiero di Aristotele. Maturata poi una forte attenzione per l'opera di Martin Heidegger, nel 1990 ha conseguito la Laurea in Filosofia con una tesi dal titolo “Physis: Heidegger e Aristotele” (relatori i proff. Massimo Barale, Leonardo Amoroso dell’Università di Pisa e Franco Volpi dell’Università di Padova).
Nel 1992 ha conseguito il Diploma in Scienze Religiose presso l’ISSR “Beato N. Stenone” di Pisa con una tesi sulla “Filosofia della religione di Italo Mancini come ermeneutica dell’evento salvifico cristiano. Problemi e prospettive” (relatore prof. Adriano Fabris). Determinante per la sua formazione esegetica e teologica è stato l'incontro con il prof. Roberto Filippini (oggi vescovo emerito di Pescia), allora docente di Teologia fondamentale e Nuovo Testamento in questo istituto.
Ha proseguito la sua formazione accademica conseguendo nel 1995 il Dottorato di Ricerca in Filosofia della Religione presso l’Università di Perugia (coordinato dal prof. Albino Babolin), difendendo una tesi su “Il pensiero religioso di Nathaniel Culverwell (1619 - 1651). Per una “preistoria” della Filosofia della Religione”” nell’ambito del platonismo cantabrigense, con il prof. Mario Micheletti (università di Siena) come tutor.
La sua attività didattica accademica è iniziata nel 1996 presso l’ISSR “Beato N. Stenone” di Pisa, dove ha insegnato Introduzione alla Filosofia, Storia della Filosofia antica, Storia della filosofia moderna e contemporanea, e Filosofia della Religione. Successivamente ha tenuto i corsi di Storia della filosofia moderna e contemporanea, Fenomenologia della religione e Filosofia della religione presso l’ISSR della Toscana “Santa Caterina da Siena” (collegato alla Facoltà Teologica dell’Italia Centrale).
Attualmente insegna Storia della filosofia contemporanea presso l’ISSR della Toscana (polo di Pisa), oltre a Filosofia della religione e Storia della filosofia contemporanea presso lo STI “E. Bartoletti” di Pisa.
- Alessandro Corsi “Il Pensiero religioso di Nathaniel Culverwell (1619-1651) Per una preistoria della Filosofia della Religione” – Tesi di Dottorato in Filosofia della Religione (1995)
- Alessandro Corsi “Etica e Religione in Hans Küng. Modernità e incarnazione di Dio” – In “Filosofia e Teologia” 1/96 pp. 91-98
- Alessandro Corsi “Dal Punto di vista antropologico. Sulle condizioni di possibilità del dialogo interreligioso”. In “Euntes Docete”, Nova Series LXI 2008/2 pp.59-71
- Alessandro Corsi, “Teodicea versus Apocalisse: il virus nel “migliore dei mondi possibili”, in AAVV, La prese per mano e la rialzò, a cura di A. Biscardi, ed Meridiana, Firenze 2021
Presso l’Università di Pisa ha intrapreso inizialmente gli studi di storia della filosofia antica e medievale con i professori Walter Leszl e Roberto Del Punta, concentrandosi sul pensiero di Aristotele. Maturata poi una forte attenzione per l'opera di Martin Heidegger, nel 1990 ha conseguito la Laurea in Filosofia con una tesi dal titolo “Physis: Heidegger e Aristotele” (relatori i proff. Massimo Barale, Leonardo Amoroso dell’Università di Pisa e Franco Volpi dell’Università di Padova).
Nel 1992 ha conseguito il Diploma in Scienze Religiose presso l’ISSR “Beato N. Stenone” di Pisa con una tesi sulla “Filosofia della religione di Italo Mancini come ermeneutica dell’evento salvifico cristiano. Problemi e prospettive” (relatore prof. Adriano Fabris). Determinante per la sua formazione esegetica e teologica è stato l'incontro con il prof. Roberto Filippini (oggi vescovo emerito di Pescia), allora docente di Teologia fondamentale e Nuovo Testamento in questo istituto.
Ha proseguito la sua formazione accademica conseguendo nel 1995 il Dottorato di Ricerca in Filosofia della Religione presso l’Università di Perugia (coordinato dal prof. Albino Babolin), difendendo una tesi su “Il pensiero religioso di Nathaniel Culverwell (1619 - 1651). Per una “preistoria” della Filosofia della Religione”” nell’ambito del platonismo cantabrigense, con il prof. Mario Micheletti (università di Siena) come tutor.
La sua attività didattica accademica è iniziata nel 1996 presso l’ISSR “Beato N. Stenone” di Pisa, dove ha insegnato Introduzione alla Filosofia, Storia della Filosofia antica, Storia della filosofia moderna e contemporanea, e Filosofia della Religione. Successivamente ha tenuto i corsi di Storia della filosofia moderna e contemporanea, Fenomenologia della religione e Filosofia della religione presso l’ISSR della Toscana “Santa Caterina da Siena” (collegato alla Facoltà Teologica dell’Italia Centrale).
Attualmente insegna Storia della filosofia contemporanea presso l’ISSR della Toscana (polo di Pisa), oltre a Filosofia della religione e Storia della filosofia contemporanea presso lo STI “E. Bartoletti” di Pisa.
- Alessandro Corsi “Il Pensiero religioso di Nathaniel Culverwell (1619-1651) Per una preistoria della Filosofia della Religione” – Tesi di Dottorato in Filosofia della Religione (1995)
- Alessandro Corsi “Etica e Religione in Hans Küng. Modernità e incarnazione di Dio” – In “Filosofia e Teologia” 1/96 pp. 91-98
- Alessandro Corsi “Dal Punto di vista antropologico. Sulle condizioni di possibilità del dialogo interreligioso”. In “Euntes Docete”, Nova Series LXI 2008/2 pp.59-71
- Alessandro Corsi, “Teodicea versus Apocalisse: il virus nel “migliore dei mondi possibili”, in AAVV, La prese per mano e la rialzò, a cura di A. Biscardi, ed Meridiana, Firenze 2021
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Papers by alessandro corsi
Lettura di Esodo capitolo 3, come fenomenologia della origine e della forma della religione.
(English Translation of Chapter 75 of the author's book Scritti di filosofia della religione, KDP 2026)
Drafts by alessandro corsi
Conference Presentations by alessandro corsi
Books by alessandro corsi
Il primo tema fondamentale è quello del rapporto tra filosofia e religione, che si può declinare in molti aspetti: quello del rapporto tra ragione e rivelazione, tra ragione e fede, tra teologia filosofica e teologia rivelata et similia.
Altro tema fondamentale è quello della “essenza della religione”, la risposta alla domanda filosofica “che cosa è la religione?” che implica il tema della “verità della religione” e, di conseguenza poi, quello della “vera religione”. Altri temi sono: se la religione sia fondamentalmente “conoscenza” oppure non piuttosto “prassi”; il rapporto tra religione e linguaggio, tra religione e mistica; il problema del male nel mondo in rapporto a Dio; una riflessione sul concetto “Dio”; il rapporto tra la divina onnipotenza e la libertà umana. In generale, poi, pressoché tutti i filosofi della tradizione occidentale di epoca cristiana hanno detto qualcosa sulla religione e sul cristianesimo. Si tratta di un tema “inaggirabile” a mio avviso ancora oggi per chi voglia filosofare in dialogo con questa tradizione. Tutti questi temi, e altri forse meno “macroscopici”, sono trattati nei limiti delle possibilità datemi ma, certamente, presi sul serio in questi scritti, in quanto sono i temi che costituiscono la mia vita di filosofo non troppo accademico: sono i temi che orientano la mia stessa esistenza fin dagli anni del liceo, in cui scoprii la mia “vocazione filosofica”. Questi temi certamente non sono trattati qui sistematicamente, ammesso che sia possibile farlo senza correre il rischio di cadere nel genere letterario della “manualistica”. Resto oggi convinto che il tema centrale della filosofia della religione sia quello della relazione che si stabilisce tra Dio e Uomo e di quali siano le condizioni di possibilità di questa relazione, tema che implica, tra l’altro, studiare quali siano le sue forme fenomeniche tipiche, e che cosa comporti per Dio e per l’uomo il “fatto” di “essere in relazione”. Nel riflettere sul tema della “relazione con l’assoluto” - e già questa affermazione appare prima facie paradossale - la filosofia della religione può aiutare la filosofia a ritrovare se stessa, dopo i lunghi anni della crisi dal secondo dopoguerra ad oggi. La “relazione con l’assoluto” si dà fenomenologicamente nella religione come “esperienza dell’inesperibile”. Si tratta di prendere questa esperienza estremamente sul serio per come essa si dà, senza ridurla ad altro da sé. Su questo tema fondamentale sto lavorando da tempo e spero di poter dire/scrivere qualcosa di sensato in proposito nei prossimi anni.
Questi testi non rappresentano, quindi, necessariamente e in modo adeguato il mio pensiero di oggi, ma documentano certamente un “mio” percorso di “didaskalos” della filosofia che, spero, possa aprire un percorso possibile anche per il lettore, il quale è chiamato a compiere in proprio il suo percorso filosofico, se è vero, come dice B. Welte, che “fare filosofia è pensare in prima persona” [Selber-Denken], un percorso che è ancora e sempre al principio, almeno per chi, come me, si ritiene sempre e di nuovo, come diceva E. Husserl, un “filosofo radicalmente principiante”[“ein radikal anfangender Philosoph”].
In conclusione devo dire che si tratta di un libro, come si suol dire, “inattuale” e decisamente sui generis sotto molti punti di vista, scritto con lo stesso spirito di servizio con cui negli anni ho tenuto tutte le mie lezioni; non è scritto per “fare carriera accademica”, come moltissime delle pubblicazioni di filosofia oggi in Italia, né per aumentare in qualche modo il “mio prestigio” filosofico, cosa di cui non mi sono mai curato; né per dire qualcosa di “nuovo” e, tantomeno, “imprescindibile” sulla filosofia della religione. Ma allora qual è il senso del suo “esserci”? Per me è innanzitutto quello di essere una testimonianza di ciò che mi ha tenuto occupato in questi decenni nella ricerca della verità (questo è per me ancora e sempre l’essenza della filosofia), una ricerca compiuta costantemente nel dialogo con i miei studenti, ma anche di essere uno stimolo e un aiuto a pensare sempre e di nuovo la “relazione dell’uomo con Dio” (che riguarda tutti, anche il sedicente “ateo”) in questo “dürftiger Zeit” (F. Hölderlin), in questo tempo difficile, di bisogno e miseria culturale e religiosa, sotto molti punti di vista, cercando di farlo, per altro, sempre in relazione con la grande tradizione filosofica del pensiero occidentale, che da molte parti oggi si vorrebbe archiviata e condannata senza appello e che, invece, è ancora ricca di potenzialità e di stimoli che “dànno a pensare”.